Post-Covid, fumata bianca: la giustizia riparte

Post-Covid, fumata bianca: la giustizia riparte

E’ arrivata la fumata bianca. Oggi si riapre, anche al pubblico. Le possibilità di trovare un accordo tra avvocati, presidenza del Tribunale e sindacati erano alte e infatti ieri alla fine del tavolo tecnico è arrivata la volontà da parte di tutte le componenti del mondo della giustizia di riaprire a pieno regime, ovviamente rispettando le procedure di sicurezza. La presidenza ha dato il via libera per tre giorni alla settimana: martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12,30 mentre per gli altri giorni si potrà entrare dopo un appuntamento. Il provvedimento entra in vigore questa mattina e andrà avanti fino al 30 giugno. E’ un risultato importante per tutti, a partire dal mondo dell’avvocatura. L’accesso non per una volta a settimana ma almeno per tre con una fascia oraria larga e flessibile era uno degli elementi su cui le toghe facevano leva per sperare in una ripresa di fatto completa.

Era questo infatti uno dei punti considerati chiave da parte degli avvocati. Moltissimi avevano lamentato proprio questa restrizione che ha di fatto azzerato la possibilità di lavorare sopratutto nel fronte penale quando si trattava di consegnare degli atti urgenti. E’ un risultato indicativo che permette al mondo della giustizia di riallinearsi con tutto il resto del mondo che è ripartito. Meno di un mese fa proprio gli avvocati avevano organizzato un flash mob, lanciando un grido di dolore perchè non lavoravano da mesi. Adesso c’è uno spiraglio di luce in un tunnel che comunque per moltissimi professionisti pontini è ancora lungo. «Sono fortunato, ma sono tra i pochi di questo Foro – ha detto un avvocato pontino – ho continuato a lavorare ma molti colleghi e anche del mio studio da tre mesi non lavorano e stanno fermi e questo è drammatico». C’è un numero che per molte persone è inaspettato e riguarda l’alta richiesta di professionisti dell’ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi di chiedere aiuto al Governo per avere i 600 euro. Su quasi 2mila in 1200 hanno presentato la domanda.


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