Sport, i club non ripartono: «I costi sono insostenibili»

Sport, i club non ripartono: «I costi sono insostenibili»

Diciotto associazioni sportive dilettantistiche del capoluogo che gestiscono 4400 iscritti hanno deciso di non programmare le attività sportive per la stagione 2020/2021 rimanendo comunque custodi degli impianti sportivi comunali. Una decisione sofferta ma inevitabile che rischia di mettere in ginocchio un intero settore tra attività sportive e indotto lasciando per strada tante famiglie.

E’ quanto comunicano in una nota, dopo le prove di dialogo con il Comune, le Associazioni Sportive Dilettantistiche Tennis Club Latina, Polisportiva Agora Fc, Latina Baseball, Rugby Club Latina, Podgora Calcio 1950, Pro Cisterna Latina Scalo Sermoneta, Montello Calcio Tre Tabernae, Pol. Parrocchiale Borgo Grappa, Virtus Faiti, San Michele Calcio, Piave, Borgo Santa Maria Real Latina, Atletico Bainsizza, R11 Simonetta, Sabotino, Nuovo Latina Isonzo, SS Pietro e Paolo, Atletico Latina e Polisportiva Carso. Dopo aver parlato con l’amministrazione, per voce del referente, l’avvocato Daniele Marini, ed essersi riunite il 3 giugno scorso, le squadre ritengono che non sussistano le condizioni, «nemmeno per programmare – scrivono – le abituali attività sportive senza un concreto sostegno da parte dell’Amministrazione cittadina, così come più volte richiesto nelle ultime settimane».

Le ASD scrivono che «hanno riflettuto insieme sulle reali possibilità di organizzare le normali attività sportive, ma hanno dovuto prendere atto del fatto che la programmazione sportiva comporterà inevitabilmente l’aumento dei costi di gestione connessi al doveroso rispetto dei protocolli emanati ai sensi del DPDM 17.05.2020 (acquisto materiali di igiene e di protezione, incremento dei turni di pulizia degli spogliatoi, delle area e dei servizi igienici) e collegati alla necessità di coinvolgere ulteriori collaboratori per la formazione di nuclei ristretti di allenamento, oltre alla riduzione delle entrate economiche connessa ad una prevedibile diminuzione del numero di atleti (con ogni conseguenza anche in termini di minor incasso dei punti di ristoro presenti nelle strutture) ed alla impossibilità di poter organizzare tornei e manifestazioni sportive di fine anno i cui proventi (connessi ai punti ristoro temporanei) consentivano a tutte le ASD di “quadrare” i costi di gestione annuali e di generare le risorse necessarie all’iscrizione ai campionati degli anni successivi». Oltre a questo va considerato che la programmazione sportiva comporta il pagamento, entro poche settimane, delle quote d’iscrizione ai campionati federali, dei tesseramenti e dei Kit di allenamento per gli atleti, oltre – ovviamente – alle normali spese di gestione ed utenze.


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